Perché è importante realizzare un percorso formativo professionale ed accessibile a tutti?

Essere un “pioniere” nonché un grande appassionato del web, di quelli che già nel lontano 1996 si proponevano alle aziende per l’allestimento di un sito internet, oggi forse non basta più. Resta sicuramente l’amore per il proprio lavoro e l’esperienza, comunque, rappresenta un ottimo “bagaglio”, ma da quei giorni in cui si scriveva codice html a tabelle nidificate è cambiato un pò tutto, veramente tutto.
Siamo passati dal computer collegato ad internet per mezzo di una chiamata telefonica urbana (che interrogava un modem), all’ADSL sempre più veloce, quindi allo smartphone, al tablet, all’esplosione del “mondo social” che ha letteralmente sconvolto il modo di comunicare da parte di tutti: dal singolo cittadino-consumatore, al professionista, all’azienda di piccole e grandi dimensioni.
Sono cambiate le strategie di comunicazione, molti definiscono persino “inutile” la pubblicità attraverso i media tradizionali (ma vi assicuro che non è proprio così), certo è che la “bilancia degli investimenti”, in termini di risorse finanziarie e di tempo-lavoro, si è spostata su ben altre attività e strumenti.

Sarà vero tutto questo, siamo consapevoli di questo, eppure la comunicazione digitale non è affatto materia che tutti masticano e praticano nel modo giusto. E vieppiù il cosiddetto “fattore crisi economica” che, nella nostra cara Italia, ha reso più complicate le sorti dei giovani alla ricerca della prima occupazione, ma anche e soprattutto dei meno giovani con figli a carico che hanno perso un posto di lavoro o che non hanno più la stessa redditività rispetto a qualche tempo addietro.
Dico questo perché, come naturale conseguenza, il “fascino del nuovo” (appunto quella voglia di comunicare in digitale) mescolato all’esigenza di cercare nuove opportunità lavorative (per il professionista o l’imprenditore) o un lavoro nuovo (proprio perché il vecchio lo si è perso o non rende più), ha di fatto prodotto un “fenomeno-rincorsa” verso il mondo del digital marketing che, per quanto può essere giusto e ben ragionato come obiettivo, è altrettanto strano e variegato in quelle che sono poi le modalità di approccio.
Da qui, proprio grazie alla classica ricerca su Google che un pò tutti sanno fare, vien fuori quell’approfondimento facile e comodo che la rete ci offre e che si “trasforma” inevitabilmente in improvvisazione, ovvero nella possibilità di organizzarsi in modalità “fai-da-te”. Succede che l’imprenditore (piccolo o grande che sia), piuttosto che investire in formazione ed attrezzarsi all’interno della propria azienda con figure dedicate alle nuove mansioni del digitale, cade spesso nell’errore del “non ci vuole mica tanto”. Di contro, se invece pensa (bene) di affidarsi ad un professionista del digitale, ecco che, in quel caso, potrebbe persino cadere nelle mani di un “improvvisatore libero del terzo millennio”, ovvero colui che, sempre grazie al web, riesce ad intercettare nozioni e strumenti-free per avventurarsi nella sua nuova mansione di consulente.

Mettiamo quindi un punto fermo a tutto e riflettiamo profondamente sull’importanza, oggi, di un percorso formativo dedicato appunto al “COMUNICARE IN DIGITALE”. Perché ciò può significare, davvero, una RI-PARTENZA per tutti, ovvero la possibilità di creare sul serio nuove opportunità di mercato per le imprese, nuove figure professionali ed opportunità di lavoro in genere. Ma anche perchè significa, comunque, rappresentare un supporto valido per noi tutti consumatori finali che, molto spesso, facciamo un uso scorretto della rete e, tante altre volte, invece di essere pronti e bravi nel “cogliere al volo” quelle occasioni di risparmio e/o di comodità che il web ci propone, rischiamo pure di incorrere in situazioni spiacevoli o in vere e proprie fregature.

L’esperienza di chi ha seguito l’evoluzione di tutto ciò che ruota ed appartiene al mondo web è forse il presupposto essenziale, o meglio l’elemento di garanzia che sta alla base di una corretta formazione e che davvero può aiutarci nel comprendere a pieno il significato di un lavoro nuovo o di una strategia di comunicazione nuova, da mettere in pratica in un modo piuttosto che in un altro, a seconda del settore di intervento e/o del target di riferimento. E, nel contempo, non vanno nemmeno sottovalutati, anzi rappresentano di certo un plus-valore, elementi quali la creatività e quella voglia (intesa come passione) di comunicare tutti i giorni; perché se la creatività è e rimane “sostanza” di qualunque strategia di marketing, non dimentichiamo che soltanto chi ama, da sempre, il proprio lavoro, può trasmettere il miglior consiglio, oltre al miglior servizio.

Detto ciò, credo fermamente nell’importanza di un percorso formativo accessibile ed, al tempo stesso, altamente professionale. Perché oggi la comunicazione digitale non è soltanto (o semplicemente) l’utilizzo di Facebook o quant’altro, bensì è analisi, studio, conoscenza approfondita di tutti gli strumenti, integrazione degli stessi, condivisione, ottimizzazione delle risorse e del tempo a disposizione.

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