Rileggo un mio vecchio articolo (L’uomo che conta, datato aprile 2013) e mi sembra ancora attualissimo. Già, perché proprio oggi, domenica “elettorale” di molti comuni italiani, si va al voto per il turno di ballottaggio e, a breve, avremo nuovi sindaci e nuove squadre di governo locale.
Siamo nuovamente davanti ad una scelta, oppure la scelta è stata già fatta nel precedente turno dalla maggior parte di noi. Ma, al di là di questo, il punto resta comunque e sempre un’altro… Coloro che andranno a governarci saranno dei “VERI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO”!? Conoscono davvero il significato di “POTERE DI DELEGA”!?
Circa 3 anni fa accadde esattamente questo e pensai di scrivere, appunto, quest’articolo…
Buona lettura e buon lavoro a tutti.

L’UOMO CHE CONTA di Gianni Mennuni
[ tratto da RE-STYLE Magazine / Periodico di Informazione Locale / Adelfia APRILE 2013 ]

Tutto nell’arco temporale di appena un mese: l‘Italia va al voto e registra l’incredibile exploit del “Popolo dei Grillini”; nel frattempo si dimette un Papa e ne arriva un altro, inaspettato, umile e dolcissimo. Due eventi eccezionali, due fulmini a ciel sereno, anzi no, sono forse i colori di un nuovo arcobaleno di speranza, quelli che accompagnano la Pasqua del Signore e riaccendono la luce in mezzo a un panorama fin troppo grigio e nebuloso.
La volontà popolare non è quindi la semplice protesta, bensì è la consapevole ascesa di un valore che, pian piano, tutti, insieme, abbiamo il dovere di ri-trovare, ri-costruire, ri-percorrere. E così che arrivano, dense di significato, quasi come fossero l’esatta consacrazione di un sentimento perduto nel tempo, le parole scandite dal nuovo Papa Francesco I: “il vero potere è il servizio”.
Passa quasi inosservato l’applauso del popolo in piazza che approva, perchè in realtà quelle parole  immobilizzano menti e cuori per alcune interminabili frazioni di secondo. L’uomo si guarda allo specchio e si accorge di aver praticato, per anni, decenni, esattamente il contrario.
Già, l’uomo che raccoglieva consensi popolari e che alimentava, giorno dopo giorno, le proprie relazioni, la propria clientela, non conta più, si è perso, ha “svaligiato” il suo potere, perchè non ha mai pensato di offrire umilmente un servizio, perchè ha “frainteso tutto”, erroneamente, malamente.
Torna dunque l’uomo che lavora, che ascolta, che prende ed offre insegnamento, raccoglie passioni, garantisce e tramanda servizio.
E’ lui “L’UOMO CHE CONTA”, quello da cui noi tutti dobbiamo ripartire, quello che potrà e dovrà contare (sul serio), nell’interesse di tutti, al servizio di tutti.
Perchè in una “Repubblica fondata sul lavoro” l’esempio va dato proprio da chi un lavoro già ce l’ha e deve, necessariamente, garantire un risultato per la comunità, così come per nuove e buone opportunità di lavoro.  E’ questa la strada, tracciata, del “nuovo potere”, del “vero potere”: non è un rimprovero quello di Papa Francesco, è piuttosto l’indicazione, il suggerimento esemplare, la pratica di ogni giorno.
Abbandoniamo quindi l’idea di essere tutti “filosofi del domani”, mettiamoci al lavoro, consapevoli del ruolo che abbiamo nella società o che il popolo ci riconosce, dimostrando con i fatti di essere tutti responsabilmente occupati.
Il segnale del cambiamento è semplicemente questo, quello dell’uomo che cerca in sè, nel proprio tempo, nelle proprie capacità, ogni via d’uscita, che sia di apprendimento,  di risoluzione,  di insegnamento.
Dimentichiamo invece del tutto, in particolar modo, quella “strana idea” che abbiamo a riguardo del fare politica.
Già, quella “politica” molto spesso intesa come strada del privilegio o, persino, del facile guadagno. Piuttosto, teniamo a mente i diritti che abbiamo, senza mai attribuire ad altri “poteri diversi” da quelli che sono semplicissimi “servizi che ci devono”.
Soprattutto, evitiamo di trasferire ai più giovani false illusioni, perchè, oggi più che mai, un giovane va “instradato” con umiltà, nel lavoro, nell’apprendimento, nell’esperienza che dovrà maturare nel tempo. E se un giorno potrà eventualmente servire il fare della “politica”, saprà farlo, per tutto quello che il lavoro gli avrà trasmesso. E lo farà con alto senso di responsabilità, orgoglioso di ricevere così un potere di delega, capace e consapevole di poter e dover offrire il miglior servizio.

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